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I bambini di Gaza

I bambini di Gaza

come le mosche muoiono

all’inizio dell’autunno.

I bambini di Gaza

la notte non dormono

per il boato delle bombe

che esplodono sopra le loro teste.

I bambini di Gaza

hanno fame,

non mangiano da giorni,

cercano invano tra i detriti

qualche briciola di pane ammuffito.

La città è scomparsa

sotto i raid dei caccia israeliani

che bombardano a tutto spiano.

I bambini di Gaza

hanno paura.

Si svegliano la notte

di soprassalto e cercano

la mamma uccisa

dai colpi di mitraglia.

Non giocano i bambini di Gaza,

non studiano,

non hanno più sogni, emozioni.

Il loro cuore è duro

come una pigna secca.

I loro occhi impauriti

sono quelli di un gattino abbandonato.

Guardano in silenzio

la gente che soffre

e si chiedono il perché.

Ma non trovano risposte.

Nei loro cuori

anche la speranza

si è spenta.

I bambini di Gaza

non capiscono la politica

e neanche lo vogliono.

Non gli interessa,

chiedono soltanto di vivere in pace

come tutti gli altri bambini del mondo.

Non capiscono perché i fratelli ebrei,

che hanno tanto sofferto sotto il nazismo,

perseguitati, massacrati, bruciati vivi,

loro che hanno sofferto tanto

e conoscono il dolore, l’umiliazione, la fame,

adesso si comportino peggio dei tedeschi,

perché distruggano le loro case,

perché massacrino il loro popolo

nell’indifferenza generale del mondo,

perché odino tanto i palestinesi se Dio disse:

“Siate fratelli. Amatevi e rispettatevi l’un l’altro.

Non avete motivo di litigare.

Il mondo è tanto grande

che c’è posto per tutti.”

Se il mondo è grande e Dio disse

“C’è posto per tutti”, perché i fratelli israeliani,

si chiedono i bambini di Gaza,

ci scacciano dalla nostra terra?

“Dove andremo? Cosa faremo

senza una striscia di terra?

Ma il loro grido si perde

nel fragore delle bombe.

I bambini di Gaza non sanno

che tra di loro c’è Caino,

che per sete di potere

li uccide come agnelli sacrificali,

perché non gli importa nulla della gente.

Ma se qualcuno ha sbagliato

è giusto che ci vadano

di mezzo gli innocenti?

I bambini di Gaza sono stanchi

di vedere sangue e sofferenze.

“Non uccidermi, fratello” implorano.

"Abbi pietà di me.”

Ma le orecchie di Caino sono sorde

al lamento di Abele.

Il loro grido si perde

nel clangore della guerra.

“Siamo fratelli” gridano.

“Il nostro sangue ha lo stesso

colore del vostro.

Il nostro cuore ha gli stessi battiti.

Abbracciamoci, fratelli.

Non più odio tra di noi e rancore

ma amore e pace.

Abbracciamoci, fratelli

Sia pace tra noi per sempre.”

Filippo Virzì

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